The Gardener

Jean-Claude Van Damme torna sul grande schermo con The Gardener, un film che, purtroppo, rappresenta più un promemoria del suo declino che un’occasione di riscatto. Tra una sceneggiatura maldestra, un umorismo forzato e sequenze d’azione dimenticabili, il risultato finale è un disastro che nemmeno il carisma dell’ex icona delle arti marziali riesce a salvare. Il film del regista e sceneggiatore francese David Charhon conferma come il leggendario JCVD sia ormai intrappolato nel ruolo di parodia di se stesso, e la trama di The Gardener, che ruota  attorno a un improbabile giardiniere (Van Damme) costretto a fronteggiare un gruppo di criminali intenzionati a mettere a ferro e fuoco la villa in cui lavora, non fa che sottolinearlo impietosamente.

Sebbene l’idea di base possa sembrare una premessa per un film action a basso budget pieno di ironia, il risultato finale lascia molto a desiderare. Van Damme, un tempo simbolo di spettacolarità e presenza scenica, appare qui come una caricatura di se stesso e ogni tentativo di riproporre il suo storico magnetismo viene oscurato da una performance che sfiora la parodia, con espressioni enfatizzate e movimenti legnosi che tradiscono il peso degli anni. È evidente che l’attore ormai giochi con la sua immagine iconica, ma il risultato è più triste che ironico. Il film vanta inoltre la presenza di interpreti provenienti dal mondo degli sport da combattimento, incluso Jerome Le Banner, un campione di kickboxing noto nel circuito K-1, il cui contributo nelle scene d’azione, però, nulla può contro una regia maldestra. La sensazione è quella di una occasione sprecata: coinvolgere atleti di alto livello e buttarli nella mischia di un film con scarsa qualità della messa in scena e della coreografia dei combattimenti pare un vero e proprio crimine. Il coprotagonista di JCVD è Michaël Youn, attore e regista francese conosciuto per il suo stile sopra le righe. Devo ammettere di non averlo mai seguito prima, ma la sua performance in The Gardener mi è sembrata del tutto fuori luogo.

Youn punta su faccette buffe e un overacting esasperato, rendendo il suo personaggio una macchietta fastidiosa che non riesce mai a trovare il giusto tono. La sua comicità forzata si scontra con l’atmosfera del film, già di per sé poco equilibrata. Le sequenze d’azione, cuore pulsante di qualsiasi film di Van Damme, sono deludenti: combattimenti male coreografati, riprese confusionarie e montaggi frettolosi spengono ogni possibilità di adrenalina. L’attore e marzialista belga, nonostante il solito l’impegno, sembra in difficoltà nel ricreare la fluidità e la potenza che lo hanno reso famoso e il risultato è un action privo di mordente, in cui la goffaggine visiva annulla qualsiasi tensione o emozione, sebbene non manchi una dose generosa di sangue nel colpi più cruenti.

Le scene comiche sono il vero punto debole del film, con un umorismo che avrebbe potuto essere punto di forza per alleggerire una trama già di per sé esile, ma che invece risulta è pesante e fuori luogo. Battute stantie e situazioni grottesche non riescono a strappare nemmeno un sorriso, trasformando ogni tentativo di comicità in un momento di imbarazzo per lo spettatore. The Gardener è un film che fallisce sia come action che come commedia e Jean-Claude Van Damme, intrappolato nel ruolo di “meme” vivente, non riesce a ridare vita a una carriera ormai in declino, con il risultato di un prodotto che non convince né i fan nostalgici né chi cerca un minimo di intrattenimento. Un’occasione mancata che lascia l’amaro in bocca e il desiderio di rivedere il “vero” Van Damme dei bei tempi andati. 

 

Marco Figoni

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INFOBOX

Anno: 2025

Titolo originale: Le Jardinier

Regia: David Charhon

Sceneggiatura: David Charhon, Michaël Youn, Sebastien Fechner

Cast: Jean-Claude Van Damme, Michaël Youn, Nawell Madani, Matthias Quiviger, Elie Semoun, Carla Poquin, Jérome Le Banner, Kaaris

Durata: 1h 50min

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