Dylan Dog Magazine 2022

Diciamolo chiaramente: Dylan Dog ha dei problemi di identità. L’ex ragazzo d’oro del mondo del fumetto, la testata che, con Storia di nessuno, numero 43 del 14 aprile 1990, strillava “Una tiratura da urlo, 185000 copie”, sembra un po’ abbandonata a sé stessa, tanti albi molte idee confuse.

Non si può fare una colpa di questo a chi ha cercato una strada innovativa, Roberto Recchioni, finito suo malgrado nella shitstorm dei lettori più conservatori. L’idea alla DC comics di una Crisi sulle terre infinite in chiave Bonelli era stimolante: il mondo conosciuto di Dylan Dog sarebbe dovuto morire per poi risorgere più bello, interessante e attuale di prima. Il ciclo della meteora, con i suoi tasselli di una continuità che la testata non aveva mai percepito così prepotentemente, prima, e il ciclo 666, classico e moderno insieme, dopo, erano l’inizio per una rivoluzione che avrebbe portato l’indagatore dell’incubo a fuggire da quell’eterno loop da zona del crepuscolo, sempre uguale a sé stesso mentre il mondo si evolve.

Come si sono risolte queste idee? Con Dylan Dog barbuto al quale è stata tagliata la barba, con una serie di storie che potevano essere benissimo inserite prima del ciclo della meteora, senza contare i disegni distratti e i testi poco coraggiosi, un accomodante disastro dove però non è lo stesso Dylan Dog del 1986 ma lo è. Un po’ come quando Lando Buzzanca nel Cavalier Costante Nicosia di Lucio Fulci si traveste da vampiro, alza l’asticella dell’aspettativa di una sexy e arrapata partner, per poi darle solo un morsetto. Và a dà via i ciapp, giustamente lo apostrofava lei.

In questa confusione d’intenti, con i lettori che odiano questo Dylan Dog e aspettano al varco, nel desiderio di fallimento, il povero Recchioni che, non dimentichiamolo, è un signor sceneggiatore incastrato solo in questo circolo vizioso di haters, la Bonelli non si ferma a ripensare sul da farsi, ma continua a confermare testate senza molta logica. Così abbiamo il Color fest che dovrebbe accogliere storie più sperimentali, l’Old Boy che prima è il Dylan Dog pre-meteora poi è anche lui un contenitore di storie sperimentali, poi la collana principale che, oibò, contiene anche lei storie sperimentali, ogni tanto ovviamente quando lo sperimentale non è solo una scusa per albi che neppure il Maxi avrebbe raccolto. Confusione, amici miei, confusione.

Stupisce perciò che una ventata d’aria non troppo viziata venga da una testata che non ha mai brillato per la qualità delle sue avventure a fumetti, il Magazine.

Certo il piatto forte sono sempre gli articoli cinematografici soprattutto grazie alla firma di Maurizio Colombo e Gianmaria Contro, ma non possiamo neanche lamentarci delle storie presenti.

La prima, Il faro, è scritta da Marzano, un segmento non particolarmente brillante ma abbastanza divertente e disimpegnato, con il duo Montanari e Grassani che tratteggiano con nerbo una bizzarra avventura marina che riporta in piccolo al recente Lighthouse di Robert Eggers. Sembra di leggere una storia del Maxi Old Boy di vent’anni fa, tipo Il fiore d’ombra o Demon blob, stupidello nei testi, disegnato tra il sublime e l’atroce, ma dalla grande atmosfera. Montanari e Grassani poi, se non sono efficaci nel dettaglio dei volti dei personaggi, ruggiscono ancora come leoni rappresentando atmosfere uniche e incredibilmente dettagliate. Marzano, non il migliore degli sceneggiatori della testata storica ma neanche il peggiore, si rivela stavolta un discreto narratore, mantenendo alta la tensione fino al terribile spiegone finale.

Ancora meglio la storia più breve, Come in uno specchio deformante, sceneggiatura di un talento come Ruju e disegni pazzeschi di Rallo, che usa un po’ lo schema dei finti gialli argentiani, il titolo è esplicativo, per raccontare un efficace thriller con chiaverottata finale.

Meno interessante ed efficace il siparietto di Paolo Bacilieri e Giusfredi dedicato alla loro Suzy Mertz, insipido, inutile e poco ispirato come sempre.

Bella e classica invece la copertina ad opera di Bruno Brindisi. 

Andrea K. Lanza

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INFOBOX

Dylan Dog Magazine 2022

  • Il faro
    Soggetto e sceneggiatura: Giancarlo Marzano
    Disegni: Montanari & Grassani
  • Come in uno specchio
    Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
    Disegni: Vito Rallo

Pagine: 176

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