Manga fantasy pubblicato a partire da Aprile 2020 su Weekly Shōnen Sunday, rivista che ha ospitato famosi manga come Lamù, Ranma 1/2 o più recentemente Detective Conan, Frieren in Italia è partito a ottobre 2021 edito da J-Pop, e con già all’attivo oltre due milioni di copie e il 14esimo Manga Taishō, premio giapponese annuale. Tipicamente il fantasy classico si fonda su una narrativa epica e solenne, riferendosi a un protomedioevo idealizzato, sulla costruzione di world building e backstory intricati e interminabili, e con personaggi che non godono di grande costruzione psicologica di per sé, ma sono presi in prestito sulla base di topos legati tipicamente alle varie razze con cui viene abitato il mondo (elfi, nani e tutte le altre). Altrettanto frequente è la presenza del protagonista, quale eroe incarnante i valori positivi, che deve intraprendere un viaggio per giungere a sconfiggere il nemico o ritrovare un qualche artefatto, e durante il quale, di solito, incontra uno o più alleati, ognuno esemplificativo di una certa razza o classe. Durante il percorso si interpongono diversi ostacoli o prove, volte a testare la volontà e la forza dell’eroe.

Negli ultimi anni i fantasy made in Japan hanno ricevuto nuova linfa grazie al fenomeno degli Isekai, letteralmente “altro mondo” o “mondo differente”, dove una persona dei nostri giorni si ritrova catapultata, solitamente in seguito a morte violenta, in un mondo alternativo, spesso fantasy e/o in un videogame. Il successo di questo genere ha sancito un po’ la sconfitta di certi autori, come Anno o Miyazaki, che invitano i giapponesi a uscire dai propri gusci di fantasia che li porta a isolarsi e a diventare otaku o hikikomori, andando a esaltare la figura dell’isolato sociale che si ritrova a risplendere in un mondo diverso, dalle regole più semplici. In un certo qual modo Freiren si va inserire in tutto questo e allo stesso tempo ci si discosta, riavvicinandosi al classico ma al contempo decostruendo il genere.

La storia, come afferma il sottotitolo stesso, inizia dove il racconto classico si conclude, rompendo il “tutti vissero felici e contenti”, dopo la sconfitta del malvagio re demone. Il gruppo formato dall’eroe Himmel, il guerriero nano Eisen, il sacerdote Heiter e la maga elfa Frieren ha portato la pace e il viaggio si conclude, niente scontro, direttamente ai festeggiamenti, i nostri condottieri si separano e passano ben 50 anni. Frieren è un’elfa, la sua vita è molto lunga, l’autore si concentra su questo per immaginare cosa possa voler dire concretamente un simile destino. La nostra protagonista è molto ben caratterizzata, da una parte è una ragazza altezzosa, o meglio un po’ apatica, distaccata dal resto del mondo, tende a capire poco i sentimenti umani ma vuole comprenderli, ne intuisce l’importanza, sebbene in realtà comprenda molto poco anche sé stessa. Spesso si dimentica del diverso scorrere del tempo rispetto agli altri, perde anni a girare ed esplorare luoghi per trovare un tomo o un indizio, per lei è come se fossero giorni, eppure deve affrontare l’impatto che ha sul resto del mondo. Tuttavia non rifugge mai le occasioni che gli si palesano davanti, la sua esperienza e il suo acume non vengono mai meno. In un certo senso sembra incarnare i valori buddhisti del distacco e dell’impermanenza delle cose. I suoi compagni sono invecchiati, il loro carattere si è addolcito, sono diventati più saggi ma lei li tratta come se fossero gli stessi di 50 anni prima. Quando questi ultimi gli chiederanno di portare con sé i loro discepoli, Fern e Stark, non si tirerà indietro. Anche il suo rapporto con la magia è piuttosto atipico, e alla sconfitta del re demone inizia un altro viaggio, ben più inusuale: raccogliere tutte le magie conosciute, soprattutto quelle più “inutili” come creare un campo di fiori, solo per amore della magia, senza saperselo spiegare, e questo scopo le fornisce un motivo per proseguire il viaggio, “un viaggio senza senso e divertentissimo”, anzi ripercorrerlo.

Frieren è quindi un racconto fantasy agrodolce che utilizza bene il genere per parlare d’altro, una riflessione sui legami, i ricordi e i sentimenti, sul peso del tempo che inesorabilmente scorre e delle esperienze.

 

Stefano Foletti

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INFOBOX

Titolo originale: 葬送のフリーレン Sōsō no Furīren

Anno: 2020

Autore: Kanehito Yamada, Tsukasa Abe

Editore: Shōgakukan (Giappone) / J-Pop (Italia) 

Lingua: italiano

Volumi: Tankōbon

 

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