È passato un anno dal tragico incidente che ha sconvolto la comunità di Shadyside, quando il corpo senza vita di Evan è stato ritrovato nell’inquietante bosco di Fear Street. Ellen, la fidanzata storica del ragazzo, è finalmente pronta a fare ritorno in quel luogo che le evoca ricordi terribili, anche se solo per una breve vacanza. Per fortuna può contare sul sostegno dell’amica Meg, la quale decide di organizzarle una festa a sorpresa. Qualcuno in città, però, non sembra essere d’accordo e Meg comincia a ricevere strane telefonate e spaventosi bigliettini, scritti in rosso sangue. Chi vuole impedire che la festa venga organizzata? Che ci sia una relazione tra la morte di Evan e queste angoscianti minacce? Una cosa è certa: in Fear Street nessun incidente è solo un semplice incidente…
Eccoci nel 1989, un anno importante per tutti gli appassionati di cultura horror.
Escono nei cinema dei capolavori moderni come Society di Brian Yuzna, Cimitero vivente di Mary Lambert e Sotto Shock di Wes Craven, senza contare gli immancabili seguiti, Nightmare 5 – Il mito di Stephen Hopkins, Hellbound: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno di Tony Randel e Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan.
Nel 1989 esordiscono gli Skid Row con un bellissimo LP omonimo, Stephen King scrive uno dei suoi capolavori universali, La metà Oscura, e viene giustiziato sulla sedia elettrica il serial killer Ted Bundy bruciando come una versione distorta di Disco Inferno dei The Trammps.

Il 1989
Esordisce nel 1989 anche Fear Street con New girl, da noi L’inizio dell’incubo. È un fulmine a ciel sereno che saprà fare breccia nel cuore dei tanti adolescenti americani, giovani lettori con una fame di paura e terrore incolmabile e inappagato. Un desiderio di leggere storie che parlassero di loro, che presentassero personaggi non stereotipati, verosimili e vividi, ma soprattutto che fossero avventure horror spaventose. R. L. Stine, sulla soglia dei 50, era la persona giusta con una sensibilità unica nel calarsi in un mondo difficile e problematico come l’adolescenza, ma soprattutto un maestro nel creare thriller orrorifici con protagonisti dei ragazzini, mai banali nell’intreccio e pieni di suspense. Fu per questo che Fear street fu un successo: parlava ai suoi lettori con il cuore in mano, non trattandoli da imbecilli ma da propri pari.
Mondadori, dopo un vuoto di 31 anni in Italia, ha il merito di tradurre per il mercato italiano questi straordinari romanzi. Sono usciti a luglio L’inizio dell’incubo e Notte di terrore, seguiranno il 16 settembre In gita con l’assassino (The Overnight) e Scomparsi (Missing). Le storie di questa serie sono scollegate, anche se talvolta alcuni personaggi ritornano come comprimari, legate però da un filo conduttore, la strada della paura che da’ il titolo ai vari libri, un luogo lugubre e spaventoso scenario di omicidi o strane apparizioni.
Notte di terrore, in originale The Surprise Party, è il secondo capitolo di Fear street, uscito originariamente nel 1990. È una buonissima lettura, un romanzo che riesce a sdoganare il genere slasher ad un pubblico di ragazzini dell’età media di 14/15 anni.

R. L. Stine
Il romanzo parte col botto: un omicidio a colpi di fucile. Siamo nella testa del killer e ascoltiamo i suoi pensieri, le distorte motivazioni, ma non riusciamo a capirne l’identità o il genere. Questa sensazione di disorientamento verrà giocata con maestria dallo scrittore quando, di tanto in tanto, fermerà l’azione, concentrata sulla sua giovane protagonista, Meg Dalton, per passare al punto di vista dell’assassino. R. L. Stine inganna il lettore, scopre le carte, sembra rivelare tutto per poi non dire nulla, giocando sull’evidente carenza visiva della lettura. In più The Surprise Party a 50 pagine dalla fine svela l’identità del killer riuscendo però alla fine a superare quello che dovrebbe essere un anticlimax con un colpo di scena finale davvero inaspettato.
Stine confeziona, in un intreccio prettamente investigativo, un thriller emozionante con sequenze d’azione e un’atmosfera malata e adulta che altrove, negli slasher come Venerdì 13, avrebbe generato un body count consistente e sanguinoso, e che qui viene rimpiazzato da una costruzione degli agguati del killer molto attenta alla tensione e alla suspense. Quindi meno splatter e più paura.
La sequenza di tentato omicidio della protagonista, su un vertiginoso strapiombo, il salto degli innamorati, è condotta in maniera magistrale con richiami sia a Psycho che a Vertigo (La donna che visse due volte) di Hitchcock, in un momento, ad un passo dal finale, che sappiamo già che l’uomo che è con lei è l’omicida.
Il personaggio di Meg Dalton, ragazza dalle pulsioni adolescenziali ma il corpo e il viso da bambina, è interessante: un’eroina ingenua a tenace che pecca di troppa fiducia nel prossimo. È la sua imperfezione, da vera adolescente, a farla splendere di luce inaspettata.
I comprimari non sono da meno soprattutto alla luce di un’attenzione maniacale che ha Stine per le loro psicologie che li rendono ben diversi e più reali della carne da macello degli horror del periodo.
Tornano Lisa e Cory di New girl ed è ennesimo colpo da maestro dello scrittore nella letteratura pulp per ragazzi. La coppia di acerbi innamorati visti nel precedente lavoro ha ceduto spazio ad una coppia problematica, specchio di coppie ben più adulte: una lei che soffre per amore, litiga per amore mentre il suo ragazzo è palesemente immaturo, lo vediamo fare una perpendicolare o ridere sullo sfondo, incolore e quasi spietato. Il motivo però è più epidermico: New girl era un libro dall’animo maschile nel quale le ragazze erano aliene o incomprensibili, The Surprise Party è l’altro lato, lo stesso mondo visto attraverso occhi femminili, due universi simili e incompatibili.
Come il precedente, l’ambientazione anni 80/90 filtra attraverso una serie di elementi del passato, allora di uso comune, oggi anacronistici. Sarebbe da consigliare a Mondadori delle note o almeno un’introduzione che guidi i lettori più giovani, o gli appassionati della serie tv Netflix tratta da questo libro, nella comprensione di oggetti, usi comuni e star del cinema di trent’anni fa, ignoti alle nuove generazioni. Fa capolino, per esempio, il nome di Molly Ringwald, star di commedie romantiche cultissime come Un compleanno da ricordare o La bella in rosa, ma assolutamente ignota ad un lettore tipo di 14 anni. Non aiuta stavolta la sempre eccepibile traduzione di Sara Marcolini che svirgola in un punto almeno: ignorare il gioco di parole tra Nightmare on Elm Street, la serie horror di Freddy Krueger, e la storpiatura di Nightmare on Fear Street, traducendo un passaggio in “Incubo a Fear street. Freddy dove sei?”, rende incomprensibile il rimando alla mitica saga creata da Wes Craven. Anche in questo caso delle note a piè pagina avrebbero aiutato.

Alcuni personaggi sono descritti con un certo coraggio, inaspettato per un romanzo per ragazzi, come il palestrato Dwayne, innamorato non ricambiato di Shannon, migliore amica di Meg, e, senza mezzi termini, un predatore sessuale, a cominciare dalle battute a sfondo erotico e dal continuo provarci con fare minaccioso. R. L. Stine non ce lo rende un solo momento simpatico anzi lo mette in scena, fino dall’inizio, come un molesto ubriaco, una persona dalla quale stare alla larga. Decenni dopo, in un altro romanzo per ragazzi, 13 ragioni per di Jay Asher, Dwayne sarebbe diventato Bryce Walker, uno stupratore seriale, ma in Fear Street c’è ancora spazio per un’ingenua speranza nell’essere umano con buoni e cattivi ben distinti. Forse.
Come molti prodotti dell’epoca poi il libro sembra fare una velata critica ai gdr come Dungeons & Dragons, qui chiamato Wizards & Dungeons, soprattutto alla luce di un fatto di cronaca, avvenuto ad inizio anni 80, la scomparsa dello studente della Michigan State University James Dallas Egbert III, suicidatosi sembra in una sessione di gioco.
Narrativamente Notte di terrore è meno riuscito del precedente L’inizio dell’incubo soprattutto per un finale sì d’effetto ma nel quale non tutto risulta davvero logico e coerente con la storia vista in precedenza. Si percepisce la ristrettezza delle 252 pagine in una vicenda che poteva forse avere il fiato meno corto e continuare almeno un paio di capitoli in più. Qui poi, più che nel primo libro, la presenza della strada della paura sembra un corollario per giustificare il titolo: ambientare l’opera in via Manzoni a Marchirolo, un paese della Lombardia, o a Shadyside in Fear street non avrebbe cambiato nulla.
Il libro è comunque un discreto romanzo, divertente e appassionante, con delle ingenuità di trama ma capace di creare un’ottima suspense. Non può peraltro che essere consigliato ad ogni lettore, dai 10 ai mille anni, con la voglia di spaventarsi.
Andrea K. Lanza
Commenti
Nicole
È troppo lungo!!!!
Andrea Lanza
Dici il libro o il pezzo?
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